Cima di Biasca
Informazioni
| Data: | 23 settembre 2026 |
| Altezza Massima: | 2574 m |
| Dislivello: | 730 m |
| Lunghezza: | 7.7 km |
| Chilometri sforzo: | 17.4 kmsf |
| Durata: | 5 ore |
| Capanne raggiunte: | Capanna Cava |
| Laghetti raggiunti: | Laghetto di Cava Alto |
| Laghetto di Cava Basso |
Difficoltà
Commento
Oggi torno in Val Pontirone per salire sulla Cima di Biasca e magari anche sulla vicina Cima di Lago.
Dopo aver raggiunto l'Alpe di Cava, comincio a camminare in direzione della capanna e proseguo la salita, senza particolari difficoltà, fino ai Laghetti di Cava. Continuo quindi a seguire il sentiero che sale al Passo del Mauro fino a quota 2220 metri, dove decido di lasciarlo. Risalgo quindi il pendio verso sud-ovest attraversando piante di mirtilli e rododendri fino a raggiungere le prime pietraie a quota 2280 metri. Proseguo quindi tra le rocce fino alla Motta d'Osogna e poi seguo la facile cresta fino ad arrivare sulla Cima di Biasca.
Non mi fermo a lungo in vetta perché vorrei salire anche sulla Cima di Lago e quindi, dopo una breve pausa, ridiscendo seguendo la cresta che prosegue in direzione ovest. Arrivato a quota 2500 metri raggiungo una specie di breccia, profonda una decina di metri e larga altrettanto, che taglia in due tutta la cresta. Sapevo già della sua esistenza perché è visibile sulle immagini satellitari della zona. Su internet avevo trovato anche una foto che mostrava un passaggio per attraversarla. Provo a cercarlo, scendendo anche di 20 metri in direzione sud, ma non riesco a trovarlo. Non posso nemmeno avvicinarmi troppo alla breccia perché il pendio è ripido e ricoperto di erba e c'è il rischio di scivolare. Rinuncio quindi a proseguire e risalgo di nuovo a quota 2500 metri. Più tardi, a casa, scoprirò che probabilmente questo passaggio si trovava ancora più in basso, penso intorno alla quota dei 2450 metri. Raggiungerlo e risalire dall'altro lato e poi fare lo stesso di nuovo al ritorno mi avrebbe allungato troppo il cammino. Penso quindi di aver fatto bene a rinunciare.
Tornando alla gita, dalla breccia riparto di nuovo in direzione della Cima di Biasca, aggirandola però sul lato sud, fino a raggiungere la cresta che la collega alla Motta d'Osogna. Scendo quindi verso i Laghetti di Cava restando però più a nord-ovest rispetto alla via seguita in salita. In questo modo evito le pietraie che avevo attraversato al mattino ma mi ritrovo su un terreno forse un po' più ripido rispetto all'altro.
Arrivato al sentiero a quota 2180 metri, lo seguo fino al Laghetto di Cava Alto per poi abbandonarlo per scendere a vedere anche il Laghetto di Cava Basso. Scatto numerose foto ad entrambi dopodiché risalgo verso nord fino a riprendere il sentiero e tornare alla Capanna Cava. In breve scendo quindi all'alpe dove finisce questa gita.
Nota: se ci si limita a salire sulla Cima di Biasca senza tentare, come ho fatto io, di raggiungere la Cima di Lago allora il dislivello della gita scende a 650 m, la lunghezza a 7.1 km e i chilometri sforzo a 15.7.
Acqua
C'è una fontana con rubinetto alla Capanna Cava. Fino ai Laghetti di Cava ci sono poi diversi ruscelli ma non so se siano affidabili visto che escono quasi tutti da acquitrini/paludi o dai laghetti stessi. Inoltre in zona pascolano anche le mucche.






























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